Per lo comincio vorranno lor Signori perdonare il mio mal scrivere essendo io franco di passaggio. Liberato dalle male sgrinfie egizie per carità e volere dello nostro Signore Federico suebo, arrivato in trinacria con nave di Pisa e dopo lungo viaggio senza caballo, trobammi a seguire folta folla di pezzenti al ritorno da pellegrino.... Al termine delli paesi delli marchioni malaspine, dove i fiumi Capre si incrociano entrai nello comunale di Pontremolo. Qui fummo accolti cum grande onore et amicizia dallo Priore Nomato Odino Dè Lapo, Lo quale ci condusse allo castello dicto dalla plebe Piagnaro. In detti giorni grande festa era in sfacimento, si che' dello vino bono poco era rimasto et poco cibo per noi ospiti et per li grandi Sbandieratori e Musici null'altro rimaneva. Lo Cancelliere dello castello Marione Di Bertocco, disperatamente cercò dinari per lo chè la festa fusse grata... Ello ci portò dalle dame più belle dello paese che ci aiutassero tra cui Madama Libiana Dè Lapo et Madama Luciana Di Bertocco, esse dopo lunghe et tribolate peregrinazioni ci menarono da una certa popolana, nomata Elena, conosciuta come facitora di pozioni.... Qui essa cum vino et frutta raccolta nella selva detta Conadum et cum li agrumi et le spezie da me portati dalla terra Santa fece una bibanda assai gagliarda. Era cum me lo Cavaliere Petrus Dè Rebolla aragonese che allo terzo calice esclamò : SANGRIA! E ne scrisse la ricetta...in vero io nun bevvi cosa meglio.
Marcus Dè Bonichis Cavaliere Di Bujardon
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