MULAZZO. «Messer Dante, io son Franceschino: è un onore per noi Malaspina avervi qui a Mulazzo, nella capitale della marca imperiale dello Spino Secco». I due si stringono l'avambraccio e Dante fa un cenno riverente con il capo. Si fa avanti anche Moroello: «Messer Dante, io son Moroello. Ho sentito molto parlare di voi a Pistoia dall'amico Cino, che vi ha condotto fin qui. Siete il benvenuto. Venite in pace». Nuova stretta d'avambraccio e Dante riabbassa leggermente la testa in segno di ossequio. Dopodiché Dante dice: «Signori, qui sono accolto in pace e io qui porterò la pace. Per voi e per il mondo». A questo punto una bella dama porge a Dante un ramo d'ulivo. Dante fa un inchino, quindi rende omaggio al monumento a lui eretto e, indicandola, alla torre che reca il suo nome. Quanto successo sette secoli fa, o giù di lì, è stato rievocato nel borgo medievale di Mulazzo dove, nella giornata di ieri, sono salite più di mille persone, sia per assistere alla ricostruzione dell'incontro, rigorosamente in costumi d'epoca (siamo attorno al 1306), che per degustare i prodotti tipici esposti su bancarelle disseminate nelle antiche vie e piazze in pietra. Grazie alla Compagnia del Piagnaro e all'Associazione cultrurale "Varzi Viva" il borgo di Mulazzo si è ripopolato di tantissimi personaggi in abiti medievali. Il momento più atteso della mattinata è stato appunto l'arrivo di Dante, giunto a cavallo accompagnato alla briglia da uno stalliere fino alla porta di Mulazzo: Dante viene accolto dalla delegazione malaspiniana che l'attende, composta da un Luogotenente e da tre fanciulle, scaglionate lungo la salita, nel tratto che anticipa la Porta Nuova. La prima fanciulla dona un giglio, simbolo di purezza, dunque di Giustizia; la seconda porge una rosa rossa, simbolo di Amore; la terza una piuma d'oca, simbolo di Poesia. Con questi tre attributi, Dante supera la porta del paese accompagnato dal Luogotenente, seguito dalle tre fanciulle. Il Luogotenente conduce Dante presso il museo "Casa di Dante in Lunigiana", dove il poeta riceve dalla diretttrice Alessia Curadini la pergamena recante il messaggio di pace. La delegazione sale ancora, tra le ali di folla, e giunge in piazza Dante. Il Poeta sale tre gradini e si inginocchia sul sagrato della chiesa, onora con un gesto, indicandolo, il proprio busto marmoreo e poi prosegue verso piazza Malaspina, sempre accompagnato dal Luogotenente e dalle tre fanciulle. Al suo arrivo nella piazza, la delegazione è accolta da una musica medievale. Arrivati al monumento, il Luogotenente si posiziona davanti al libro di Purgatorio, canto VIII: le tre fanciulle si posizionano, rivolte al pubblico, sotto la base. Dante sale sul basamento del monumento. Ad attenderlo vi sono Franceschino e Moroello Malaspina, con le rispettive consorti. Dopo i saluti reciproci, una dama porge a Dante un ramo d'ulivo. Dante fa un inchino, quindi rende omaggio al proprio monumento, Poi si pone di fronte al pubblico, estrae dalla tasca due bandiere, una italiana e l'altra europea e le muove con delicatezza rivolto a tutti esclamando: «Sono nato italiano. Sono morto italiano. Ritorno a voi, oggi, europeo. Un giorno, saremo il mondo». E dopo il momento solenne, i molti spettatori si sono dedicati alla scoperta delle manifestazioni collaterali alla manifestazione fortemente voluta dall'amministrazione comunale guidata da Sandro Donati, ossia prodotti tipici e libri d'antiquariato.
Il Tirreno